Bridge HQ, Autodromo di Modena
Un’unica sede, il circuito fuori dalla porta
Lavoriamo in un capannone in affitto dentro l’Autodromo di Modena, nell’area interna vicino al paddock. Officina, aula, sala simulatori e ufficio sono sotto lo stesso tetto, e la pista kart, il circuito e la corsia box sono a pochi passi. Il tempo in pista è il nostro strumento di lavoro, non un premio occasionale.
L’officina
Qui vive la nostra flotta di kart e di monoposto F4, con le postazioni di preparazione, i ponti sollevatori e gli attrezzi per fare da soli il lavoro meccanico. Ilaria Benassi segue i kart; Davide Sorrentino segue le F4.
Gli studenti passano qui dentro tanto tempo quanto in macchina. Lo chiamiamo lavoro di dati e chiave inglese: leggi il giro, poi vai a cercarne la ragione sulla macchina. Un pilota che capisce la macchina sa dire a un ingegnere cosa sta facendo.
L’aula
Una stanza alta, con finestre alte e un pavimento in cemento lucidato. Nel pomeriggio la luce entra in lunghi rettangoli. Qui analizziamo la telemetria sui tablet e sui grandi schermi, facciamo lezione e usiamo il simulatore meccanico delle forze g.
È anche dove facciamo gli open day, le visite dei partner e le giornate di avvicinamento. La stanza funziona per entrambe le cose senza bisogno di essere smontata.
La sala simulatori
I simulatori permettono agli studenti di imparare un circuito prima di guidarci e di ripetere una curva finché non diventa loro. La sala esiste anche perché il nostro partner per i simulatori ce li ha forniti, nel primo anno, a un prezzo molto inferiore al costo.
L’ufficio
Piccolo, di proposito. Alle pareti ci sono il logo e le fotografie delle piste kart su cui Alexander correva da ragazzo, e un’altra parete di fotografie: ogni studente che ha concluso il programma, ovunque sia adesso.
Qui vive la moka di Berto. Per lui l’espresso della macchinetta è un abominio, e i visitatori vengono avvisati.
La corsia box
Appena fuori dalla porta. È la nostra aula all’aperto, e il posto dove finiscono quasi tutte le giornate: schiena contro il guard-rail, gambe distese sull’asfalto, lo sguardo su una pista vuota mentre se ne va la luce.
Perché Modena
Un circuito che lavora
Nei giorni feriali qui ci sono piloti dei club e famiglie del karting, non ospiti in hospitality. I nostri studenti imparano in un posto che non è stato addobbato per loro, ed è il tipo di posto in cui la maggior parte di loro correrà nei prossimi anni.
Stare dentro il circuito cambia anche i conti. Quando la pista è fuori dalla porta, una sessione costa una mattina, non una giornata di viaggio, e il tempo in macchina smette di essere un evento.
L’università del fare tutto con niente.